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“Un nuovo Marx. Filologia e interpretazione dopo la nuova edizione storico-critica (MEGA2)”: Roberto Fineschi

Introduzione

Raccolgo in questo volume – con l’aggiunta di un paio di inediti – una serie di saggi apparsi in questi anni su MEGA, Marx e marxismo italiano, tutti più o meno ruotanti attorno a Il capitale. Si tratta del terzo libro di una serie di interventi monografici dedicati all’autore tedesco ed è parte di un progetto unitario di rilettura della sua opera.[1]
L’esposizione è articolata in quattro nuclei tematici. Il primo è relativo alla MEGA, alla sua storia ed al dibattito tedesco che si è sviluppato in relazione alla sua pubblicazione nelle allora Germania occidentale e Germania orientale. Il cap. 1.1, dedicato alla storia della pubblicazione, è la sistemazione di un testo uscito in due versioni: Fineschi (1999) e Id. (2002a). Il cap. 1.2, dedicato al dibattito tedesco sulla teoria del valore negli anni ’70,  è una versione ampliata in più parti di un saggio uscito con lo stesso titolo (Fineschi, 2002b). Il cap. 1.3 è dedicato alla discussione sulle diverse edizioni del I libro del Capitale svoltosi nella Germania orientale fra i filologi che curavano i relativi volumi della MEGA. Il testo è inedito.
La seconda parte presenta un’indagine analitica delle modifiche strutturali dell’impianto complessivo della teoria del capitale dal 1857 al 1883, con particolare attenzione al I libro per il periodo 1867-1883. È una versione assai più ampia dell’Introduzione alla nuova edizione del I libro del Capitale (Marx, 2008).[2] Il cap. 2.2 è inedito. Una prima trattazione del suo contenuto è apparsa in Fineschi (2001), cap. V, da cui poi è stata estratta una relazione tematicamente più organica dal titolo The four levels of abstraction of Marx’s concept of capital, presentata a Città del Messico nel 2005 in occasione di un convegno dell’International Symposium on Marxian Theory. Tradotta in italiano essa è in corso di pubblicazione (Fineschi, 2008b). Il capitolo presentato in questo libro è un ulteriore approfondimento di quei temi e, pur riprendendo quanto già esposto nelle sedi indicate, è autonomo. Il capitolo 2.3 è un rimaneggiamento di Fineschi (2003). I capp. 2.1 e 2.4 sono uguali a quelli della menzionata introduzione.
Nella terza parte, basandomi sulla riflessione più generale sviluppata nelle prime due e negli studi menzionati (Fineschi, 2001 e Id., 2006), ho cercato di impostare alcune riflessioni sul rapporto fra l’astratta teoria del modo di produzione capitalistico e la più concreta sfera della teoria politica, sforzandomi di contestualizzare in che termini si possa parlare in Marx di “soggetti storici”. Il capitolo 3.1 mostra l’avvio di questa riflessione. Esso era già apparso con lo stesso titolo (Fineschi, 2000). Il cap. 3.2 presenta invece una riflessione più matura ed articolata sull’argomento. Esso riprende temi affrontati in Fineschi (2001a), cap. IV. Una prima versione è stata presentata al congresso della Internationale Gesellschaft Marx-Hegel für dialektisches Denken nel 2000 – Fineschi (2004) –, e poi rielaborato in italiano – Fineschi (2003a) e Id. (2003b). Infine, la versione attuale è stata redatta per il convegno organizzato dal Centro Studi Livio Maitan tenutosi a Roma nel gennaio 2007.
La quarta parte è dedicata all’analisi di alcune tematiche relative al marxismo italiano, sempre nell’ottica della teoria del “capitale” e della MEGA. Il cap. 4.1 è la traduzione italiana rimaneggiata di Fineschi (1999) e (2001) ed è dedicato al concetto di “storia”. Il secondo capitolo di quel testo tedesco, ampiamente rimaneggiato, era giù apparsa in italiano (Fineschi, 2007). Il cap. 4.2 è la traduzione modificata di Fineschi, Hecker (2002) ed analizza la ricezione del Capitale da parte di Cafiero nel suo famoso compendio, con particolare attenzione ai marginalia di Engels sul suo volume personale. L’appendice su L. Amodio è invece il rifacimento di Fineschi (2005); essa riprende alcuni temi del cap. 4.1 in una prospettiva leggermente diversa.
Nell’elaborazione e della revisione dei testi menzionati ho potuto tener conto di discussioni e dibattiti con colleghi ed amici. Vorrei qui in particolare ringraziare: Chris Arthur, Riccardo Bellofiore, Martha Campbell, Luigi Cavallaro, Nicola De Domenico, Alberto Gajano, Rolf Hecker, Michael Heinrich, Alessandro Mazzone, Fred Moseley, Patrick Murray, Gianfranco Pala, Geert Reuten, Ernesto Screpanti, Tony Smith, Giuseppe Varnier, Luciano Vasapollo.         Solo mia, naturalmente, resta la responsabilità di quanto scritto.

[1] Gli altri due sono Fineschi (2001) e Id. (2006).
[2] A fianco della IV ed. tedesca – il tradizionale testo di riferimento – si presentano adesso tutte le varianti principali delle altre edizioni curate in vita da Marx e (in parte) da Engels. Vi è inoltre una nuova traduzione del VI capitolo inedito e la prima traduzione italiana di un manoscritto redatto da Marx per modificare la I ed. tedesca in preparazione della II. È la prima versione del Capitale, libro I, dopo la MEGA.
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Indice

1 La MEGA ed il dibattito tedesco
1.1 Per la storia della MEGA
1.1.1. La “prima” MEGA
1.1.2. La seconda MEGA
1.1.3. Storia della MEGA sotto la direzione della Fondazione Internazionale Marx-Engels (IMES)
1.1.4. Il ruolo delle pubblicazioni specializzate
1.2 MEGA2: dalla filologia alla interpretazione critica.
Un resoconto del dibattito tedesco sulla teoria del valore negli anni ‘70/’80
1.2.1. Il dibattito nella Germania occidentale
1.2.2. Il dibattito nella Germania orientale
1.2.3. Conclusioni
1.3 Le edizioni del primo libro del Capitale Introduzione
1.3.1. Considerazione complessiva sulle diverse edizioni di Marx ed Engels del primo libro del Capitale
1.3.2. Confronto fra la prima e la seconda edizione tedesca del primo libro del Capitale:
2 Introduzione al Capitale (libro I)
2.1 Prima dei Grundrisse (1843-1857/58)
2.2 Dai Grundrisse al Capitale (1857/58-1867)
2.2.1. Dal 1857/58 al 1861/63
III.   Il capitale come credito.
V.   Il capitale come mercato monetario.
2.2.2. Dal 1861/63 al 1863/65
2.2.3. 1863/65
2.2.3. Il libro sul Lavoro salariato
2.3 Il capitale, libro I (1867-1890)
2.3.1. Storia delle stesure
2.3.2. Qual è l’edizione definitiva del I libro del Capitale?
2.3.3. Modifiche ed avanzamenti teoretici
2.3.4. Il manoscritto Ergänzungen und Veränderungen zum ersten Band des “Kapitals” (Dezember 1871-Januar 1872)
2.4 Il I libro del Capitale fra passato e presente
3 Per una teoria politica ispirata al Capitale
3.1 Per una teoria marxiana dello “stato”
3.2 Forme e figure in Marx
3.2.1. Per una definizione del concetto di “storia” in Marx
3.2.2. Sussunzione del lavoro sotto il capitale. Forme e figure
4 Il Marxismo italiano ed Il capitale. Alcuni esempi
4.1 Sul concetto di “storia” nel dibattito marxista italiano
Introduzione
4.1.1. Discussione italiana di fine ‘900: un momento decisivo per l’interpretazione di Marx in tutta Europa
4.1.2. La ripresa del dibattito nel secondo dopoguerra
4.1.3. Dagli anni ’70 ad oggi
Conclusioni
4.2 Carlo Cafiero interprete di Le capital
Appendice
Marx, Hegel e il marxismo nella lettura di Luciano Amodio
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Un nuovo Marx. Filologia e interpretazione dopo la nuova edizione storico-critica (MEGA), de Roberto Fineschi

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Autor(es): Infranca, Antonino

Infranca, Antonino. Filósofo italiano. Se doctoró en filosofía en la Academia Húngara de Ciencias con una tesis sobre el concepto de trabajo en Lukács. Realizó investigaciones en el Archivo Lukács de Budapest. En 1989, recibió el Premio Lukács. Es autor de Giovanni Gentile e la cultura siciliana (1990), Tecnécrates (1998; trad. al portugués: 2003; al castellano: 2004), El otro occidente (2000; trad. al francés: 2004), Trabajo, individuo, historia. El concepto de trabajo en Lukács (2005), Los filósofos y las mujeres (2006). Coeditor de G. Lukács Testamento político y otros escritos sobre política y filosofía (2003), G. Lukács, Ontología del ser social: El Trabajo (2004) y György Lukács: Ética, Estética y Ontología (2007). Ha publicado numerosos artículos sobre Lukács, Bloch, Gramsci, Kerényi, Croce, Heidegger; ha traducido al italiano los ensayos de Dussel sobre Marx. Integra el consejo asesor de Herramienta.


(versione italiano)

Roma, Carocci, 239 págs.

Roberto Fineschi es conocido en Italia como experto en el pensamiento marxiano, tanto como para haber retraducido el Primer Libro de El capital, a la luz de la nueva edición de las Obras Completas de Marx y Engels (Marx Engels Gesamtausgabe, precisamente de MEGA) que se está llevando adelante en estos años en Alemania. Justamente a esta ciclópea obra de reconstrucción científica de las obras de Marx y Engels está dedicada la primera parte de este volumen, mientras la segunda lo está a El capital. La lectura del libro puede permitir al conocedor del pensamiento marxiano y engelsiano una mirada sobre el estado de los trabajos de publicación de las obras de Marx y Engels que por demasiado tiempo se han deseado. En efecto, Fineschi recuerda que la publicación de las obras completas de Marx y Engels fue combatida en Occidente por los Estados burgueses y por los intelectuales orgánicos a su aparato ideológico. Pero la misma suerte corrió en los países del así llamado “socialismo real” a causa del estalinismo. Desde este punto de vista es confirmada la tesis de Ernst Fischer, que no hace una sustancial distinción entre estalinismo y fascismo en sus relaciones con el pensamiento original de Marx y Engels.

En su tiempo (o sea en 1968) Lukács recordaba en sus Conversazioni haber estudiado en los años 30, en el Marx-Engels-Lenin Institut de Moscú, los manuscritos originales de El capital de Marx constatando que el libro constaba de más de diez tomos y no de cuatro como sostenía la vulgata ortodoxa. La información de Lukács fue confirmada veinte años después por Enrique Dussel que en sus detallados comentarios de las obras económicas de Marx habla de cuatro redacciones de El capital, realizadas por Marx. Por eso Dussel sostenía que existían en Moscú, bien conservadas por el régimen, miles de páginas inéditas de Marx. La tarea de la nueva MEGA es la de ofrecer al lector esta gigantesca mole cuantitativa. ¿Tendrá razón Dussel cuando sostiene que aún en el siglo XXI existiría un Marx inédito? Precisamente parece que sí, por lo que nos narra Fineschi. Pero debo decir sobre este punto la perplejidad me ha suscita el libro de Fineschi, cuando no cita nunca los trabajos de Dussel, que sin embargo, son totalmente semejantes a los suyos.

Entre las ediciones publicadas de El capital ya había importantes diferencias, que sustancialmente son consecuencia de la relación entre Marx y Hegel. Sobre este punto esencial de la formación del pensamiento de Marx, Fineschi recuerda dos entre los más importantes estudiosos de Marx: Hans-Georg Backhaus y Helmut Reichelt. Backhaus sostiene que en la segunda edición de El capital aparecen reflexiones sobre las formaciones histórico-lógicas que están ausentes en los Grundrisse y en la primera edición de El capital. Backhaus concluye que éstas no eran fundamentales para el trabajo de análisis de El capital de Marx, pero no explica por qué Marx siente la exigencia de aportar estas modificaciones. Por otra parte, Reichelt sostiene que el concepto marxiano de capital y el hegeliano de espíritu tienen una idéntica estructura lógica. En este sentido Marx verdaderamente habría puesto el pensamiento hegeliano con los pies sobre la tierra. Pero para ambos y para tantos otros investigadores acallados por la ortodoxia estalinista, no existen dudas sobre la estrecha relación entre Marx y Hegel, algo que veinte años atrás era drásticamente negado y no sólo en los países comunistas, si se piensa por ejemplo en Althusser.
Fineschi es muy hábil en reconstruir el debate sobre la relación Hegel-Marx, también porque es autor de un estudio específico sobre la materia, publicado hace un par de años. El punto esencial es que la indudable relación de Marx con Hegel, ha asumido en la vida del fundador del materialismo histórico diversos aspectos durante su desarrollo histórico. Fineschi señala también algunas líneas de investigación para clarificar algunos de estos aspectos que son sustancialmente cronológicos:

A mi modo de ver, francamente es miope afirmar que la posición sobre Hegel del Marx maduro […] sea la misma que la del Marx joven que todavía no tenía una propia teoría de la historia. No parece correcto sostener que se trata de dos métodos idénticos o de métodos semejantes […]. Me parece necesario confrontar las afirmaciones marxianas de su relación con el filósofo idealista con los textos y con su misma praxis teórica. De estas exposiciones no se entiende en qué consiste la célebre inversión; sostener que el fundamental aspecto es el ser y no ya el pensamiento no dice mucho, porque presupone el conocimiento del significado de estas categorías, mucho más cuando en las interpretaciones más groseras se acepta la identidad en Hegel de pensamiento y conciencia, y por lo tanto la relación pensamiento-materia es reducida a la banalidad según la cual, para Hegel lo que los individuos piensan determinaría la relación social, mientras para Marx sería lo contrario. El pensamiento es por lo tanto reducido a lo pensado. […] Sustancialmente la cuestión de la relación entre idealismo y materialismo ameritaría un nuevo enfoque que precise la noción de proceso y desarrollo. (p. 61).

El tenor de las afirmaciones de Fineschi revela que finalmente los estudiosos de Marx han asumido el tono justo de la crítica, volviendo a poner en discusión todos los fundamentos y las supuestas verdades del pensamiento del filósofo de Tréveris, lo que significa también al mismo tiempo rediscutir pero sin eliminar y con reconocimiento o incluso con agradecimiento, el pensamiento del mismo Hegel. La larga cita permite comprender la complejidad del análisis de Fineschi, al que el espacio de la reseña no permite hacer justicia. Puedo concluir recordando que en lo referido a la reconstrucción del pensamiento de Marx, Fineschi la propone a partir de la reconstrucción de El capital, que por tanto es considerado por él la obra central de Marx, aquella a la que dedicó gran parte de su existencia. Y también el punto de partida para la reconstrucción del nuevo Marx.

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